Valutazione del rischio: incidenti stradali durante gli orari di lavoro

postato il 17.09.2014  in Normativa Sicurezza

Riguardo agli obblighi di valutazione di tutti i rischi associati alle varie mansioni lavorative, alcuni rischi sono spesso sottovalutati, come il rischio in itinere e il rischio legato all'uso di veicoli aziendali, o privati, all'interno dell'orario di lavoro (incidenti stradali).

L'infortunio in itinere è quel “particolare infortunio che il lavoratore subisce nel tragitto che deve necessariamente percorrere per recarsi sul luogo di lavoro” e la normativa vigente (d.lgs. 38/00) prevede che l'infortunio in itinere sia compreso nella copertura assicurativa che viene fornita dall'Inail.

Tuttavia per poter essere indennizzato “l'infortunio deve avvenire all'interno del normale percorso (di andata e di ritorno) effettuato per recarsi sul lavoro. Per questo motivo, se il lavoratore effettua delle interruzioni del tragitto o delle deviazioni, che non sono necessarie, l'assicurazione obbligatoria non coprirà l'evento lesivo. Si considerano necessarie le interruzioni e le deviazioni quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali e improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti, cioè obblighi la cui mancata osservanza costituisce reato e viene punita dalla legge penale. L'assicurazione copre anche l'infortunio quando il lavoratore non utilizza i mezzi pubblici e si avvale di un mezzo privato a patto che questo utilizzo sia necessario. L'utilizzo del mezzo privato è consentito quando mancano mezzi pubblici che servono la tratta oppure, pur essendovi linee pubbliche di collocamento, non consentono la puntuale presenza sul luogo di lavoro o comportano eccessivo disagio al lavoratore in relazione alle esigenze di vita familiare”.

L'infortunio non è invece indennizzato “quando la distanza tra l'abitazione e il luogo di lavoro sia percorribile a piedi, quando il lavoratore utilizzi la vettura all'esterno per far fronte a un problema aziendale estraneo alle mansioni svolte e senza autorizzazione del datore di lavoro, quando l'uso dei mezzi pubblici non sia particolarmente disagevole e richieda quasi lo stesso tempo occorrente per effettuare il percorso con il mezzo privato. Sono, ovviamente, esclusi dall'indennizzo gli infortuni direttamente causati dall'abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall'uso (non terapeutico) di stupefacenti e allucinogeni, nonché dal mancato possesso della patente di guida da parte del conducente”.

Secondo la Circolare INAIL n. 52 del 23 ottobre 2013 sui “criteri per la trattazione dei casi di infortunio avvenuti in missione e in trasferta”, devono essere tutelati “tutti gli eventi occorsi a un lavoratore in missione e/o trasferta dal momento dell'inizio della missione e/o trasferta fino al rientro presso l'abitazione".

Nella compilazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) si configurano come fonti di rischio:

- le condizioni e l'efficienza del veicolo (manutenzione periodica, dotazioni di dispositivi di sicurezza, equipaggiamenti a bordo, ecc.);

- le condizioni psico-fisiche del conducente (fattore umano);

- le condizioni meteorologiche e di viabilità che s'incontreranno durante il tragitto (fattore strada).

Per prevenire gli incidenti, sono indicati alcuni obblighi in capo al datore di lavoro:

- “fornire un parco macchine verificato, adeguato e collaudato nei termini di legge;

- fornire strumenti di gestione del parco auto;

- responsabilizzare i lavoratori (specie nel caso di utilizzo di mezzi privati: polizze kasko, ecc.)”.

Diventa molto importante responsabilizzare le risorse umane, ovvero agire anche sui comportamenti (formazione, sensibilizzazione, ecc.), sulle regole di utilizzo (codici e regolamenti)sui mezzi (revisione e manutenzione periodica, aggiornamento delle dotazioni di sicurezza, ecc.).

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Tags: infortuni sul lavoro, incidenti stradali, auto aziendali,

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